Maria Livia Alga
Ricercatrice presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, dove coordino dal 2018 il Laboratorio Saperi Situati. Mi occupo di formazione, ricerca qualitativa e studio dei processi educativi e di cura, con particolare attenzione all’approccio corporeo e alla riflessività nei contesti professionali.
Ho conseguito un dottorato in Studi di Genere tra l’Università Paris 8 e l’Università di Verona, dopo un Master di II livello in Antropologia e Studi di Genere a Parigi e una laurea in Lettere Classiche a Palermo. Negli anni ho partecipato a diversi progetti di ricerca su educazione, salute, mediazione culturale e servizi territoriali, spesso in collaborazione con enti pubblici e del privato sociale.
Insegno stabilmente presso la laurea magistrale in Scienze Riabilitative, nei corsi di Servizio Sociale ed Educazione, e ho svolto attività di docenza anche a Bolzano, Trento e in corsi di perfezionamento post-laurea. Ho curato volumi e pubblicato saggi su pedagogia, medicina di genere, ricerca partecipata e narrazione.

Carolina Lucchese
Sono fisioterapista dal 2017 e mi occupo di riabilitazione in ambito neurologico e muscoloscheletrico. Lavoro presso il Centro Diagnostico Italiano e la Fondazione Don Gnocchi, seguendo in particolare persone con malattie neurodegenerative come il Parkinson, anche sul territorio.
Mi sono laureata all’Università degli Studi di Milano, poi ho completato un Master in Neuroscienze e Fisioterapia Neurologica a Genova, con elaborato finale su un protocollo di valutazione quantitativa del dolore nel paziente con Parkinson a esordio precoce. Attualmente sto frequentando la laurea magistrale in Scienze Riabilitative all’Università di Verona, con un interesse specifico per la ricerca qualitativa e per l’ascolto dell’esperienza vissuta delle persone che incontro nel processo di cura.
Nel mio percorso ho partecipato a progetti di cooperazione sanitaria ed educativa in Siria e in Kenya. Affianco da anni alla pratica clinica un’attività artistica che mi ha insegnato a guardare al corpo come a un luogo di significati, non solo di funzioni.
Credo in un approccio alla cura che tenga conto della complessità di ogni persona, della sua storia e dei suoi vissuti, e cerco di costruire con ogni paziente uno spazio di fiducia e comprensione reciproca.
